Cavendish Road – Strada dei Genieri Polacchi nella battaglia di Montecassino

La mulattiera che collegavala frazione di Caira con l’altipiano di Masseria Albaneta, che era conosciuta da secoli esclusivamente dagli abitanti del circondario della zona di Cassino, diventò, a causa degli avvenimenti bellici del 1944,una delle vie di comunicazione più importanti durante la campagna militare sulla penisola appenninica tra il 1943 e il 1945.

I primi reparti che alla fine di gennaio del 1944 attraversarono le correnti del fiume Rapido all’altezza dei paesi di Caira e Monte Rotondo erano le compagnie del 168° Reggimento americano della 34a Divisione di Fanteria «Red Bull». Nei giorni successivi, si unirono alla battaglia in questa regione i sottoreparti del 135° Reggimento (della 34a Divisione di Fanteria) insieme al 142° Reggimento della 36a Divisione di Fanteria «Texas». Nei primi giorni i reparti americani riuscirono con un assalto della fanteria a forzare la debole difesa tedesca su questo segmento e a prendere il controllo su una porzione significativa del massiccio collocato a ovest della valle del Rapido, accerchiando allo stesso tempo la linea di difesa tedesca nella regione di Montecassino.

Un coraggioso attacco dei soldati americani portò, tra le altre cose, alla conquista, di importanza cruciale per questo territorio, della dorsale con Monte Castellone (quota 771) e con le quote 726 e 706. Erano state inviate anche delle pattuglie su Colle Sant’Angelo (601) e sulla dorsale di quota 706 che scendeva verso meridione, denominata solo in seguito nei racconti, Phantom Ridge (Cresta del Fantasma, Widmo), ma furono respinte dalla regione in breve tempo dalla difesa tedesca che si stava consolidando. Allo stesso momento il contrattacco e il tentativo di conquistare Monte Castellone si conclusero con una sanguinosa sconfitta per i tedeschi.

L’attacco dei reparti americani tra il gennaio e il febbraio del 1944 sul massiccio di Monte Cassino – Monte Cairo permise il parziale controllo del crinale Snakeshead Ridge (Testa di Serpente, Głowa Węża) con il suo punto più alto (quota 603) che si trova nelle vicinanze dell’abbazia di Montecassino. Era stata conquistata e mantenuta anche la dorsale di Monte Castellone – colle 706, da cui era possibile tenere sotto controllo i propri reparti e allo stesso tempo le profonde retrovie dei raggruppamenti tedeschi nel raggio di Monte Cassino, valle del Liri e Monte Cairo. Dominare questa regione significava avere allo stesso tempo il controllo sull’unica stradina di montagna della zona, la cui importanza come via di comunicazione su questi pendici rocciosi e ripidi crebbe velocemente fino a diventare fondamentale. Nelle fasi successive della battaglia di Montecassino fecero uso di questo sentiero i soldati indiani, britannici e polacchi, trasformandolo da una via per animali da soma in un’arteria per il flusso dell’equipaggiamento militare pesante.

Operazione Revenge

Le difficoltà di superare la linea difensiva tedesca nella regione di Cassino fecero desistere nel mese successivo il comando alleato a sferrare l’attacco decisivo che avrebbe contenuto le crescenti perdite e avrebbe portato al controllo sull’imbocco della valle del Liri che portava fino a Roma. Nell’ambito dell’Operazione Dickens era stato preparato un altro piano che prevedeva il sostegno all’assalto frontale della fanteria a Montecassino, tramite l’introduzione, a lato,di una colonna corazzata indirizzata nella regione settentrionale del colle del monastero. L’unica possibilità per attuare questo piano era adattare la mulattiera che partiva dalla frazione di Caira, ai piedi di Monte Castellone,e arrivava alla cosiddetta Terra Rossa (l’altipiano intorno al punto segnato sulle mappe come Pozzo Alvito e bassi pendici verso il colle 706),che si collegava, poi, tramite due strettoie all’altipiano di Albaneta.

I carri armati Stuart Honey distrutti sull’altipiano nei pressi di Masseria Albaneta durante l’operazione Revenge. Foto dell’archivio IPMS

Dalla zona del podere di Albaneta era già possibile usufruire della strada che portava all’abbazia di Montecassino. Ciò è stato confermato da una ricognizione sul campo e dalle fotografie aeree. In questa situazione sembrava che la parte più difficile sarebbe stata la ricostruzione del tratto di circa un chilometro e mezzo della mulattiera tra l’altipiano situato a occidente della borgata di Monacato e la già menzionata Terra Rossa.

Il piano fu approvato definitivamente grazie all’iniziativa del comandante del Corpo neozelandese gen. B. Freyberg e del comandante in questo territorio dei genieri ten. Hanson. I lavori,che presero il via nel marzo 1944, iniziarono con l’adattamento delle dimensioni del sentiero di montagna, in modo tale da permettere il passaggio dei mezzi meccanici pesanti. I lavori furono quindi affidati a quattro plotoni di genieri ben forniti che usarono tra l’altro anche cinque bulldozer D4, D6, D7 e centinaia di chilogrammi di materiali esplosivi per sgretolare le pietre.

Tutto il processo nel suo complesso fu messo in sicurezza da postazioni di copertura che avevano il compito di riempire di fumo il territorio, in modo tale che la costruzione potesse avvenire in segreto. L’11 marzo si conclusero i lavori di adattamento e quella che era stata fino a quel momento una strada di montagna, conosciuta oggi come Cavendish Road, fu pronta al passaggio della colonna di attacco dei carri armati. Allora, il 15 marzo con un forte bombardamento aereo della cittadina di Cassino ebbe inizio la terza battaglia di Montecassino. In seguito furono condotti all’attacco al colle dell’abbazia i sottoreparti del Corpo neozelandese che facevano parte di quattro brigate di fanteria.

Il 19 marzo di primo mattino al punto di ingresso alla Cavendish Road, nella regione di Fonnone,si avvicinarono alcune colonne del raggruppamento corazzato d’assalto composto da circa 37- 40 carri armati Sherman e Stuart, che facevano parte del 20°  Reggimento corazzato, del 760° Battaglione americano corazzato e della 7a Divisione indiana di ricognizione. La colonna di corazzati  non ottenne, però, l’aiuto diretto della fanteria impegnata da qualche giorno in accanite lotte a Cassino per la fortezza di Rocca Janula (Castle Hill), sulla Testa di Serpente e sul Monte Venere  (Hangman’s Hill, Collina del Boia, Wzgórze Kata). Dopo qualche orale forze congiunte della colonna di attacco arrivarono senza impedimenti nella regione antistante l’altipiano di Albaneta e con la loro presenza sorpresero le postazioni dei paracadutisti tedeschi che inviarono disperati messaggi di aiuto chiedendo il sostegno del fuoco dell’artiglieria e il rifornimento di armi controcarri. Quello fu un momento critico per la linea di difesa tedesca sul massiccio di Monte Cassino – Monte Cairo e solo il duro atteggiamento dei comandanti della fanteria paracadutista poteva permettere di affrontare una battaglia contro i carri armati.

Nelle tarde ore del mattino, sotto le rovine di Masseria Albaneta, si svolse un’aspra battaglia tra i soldati del 4°  Reggimento dei paracadutisti e gli equipaggi dei carri armati che, a causa del forte fuoco dell’artiglieria e delle mine sistemate in fretta, furono bloccati sull’altipiano sbarrando il passaggio agli altri mezzi. Purtroppo, il terreno rese difficile lo sviluppo di uno schieramento d’urto e a causa dell’aumento del numero delle vittime e della mancanza di successo nell’attacco della fanteria sul colle del monastero, intorno alle ore 17.30, arrivò l’ordine di ritirata per i carri armati operativi nella regione della frazione di Caira. A causa dei danni subiti, alcuni mezzi, però, furono abbandonati sull’altipiano Terra Rossa. Tre di questi carri armati Sherman furono poi messi in moto dagli equipaggi di scorta polacchi corazzati del 4° Reggimento corazzato e funsero da difesa di questo luogo fino alla fine della battaglia di Montecassino.

L’attacco dei carri armati alleati nel retroterra dell’abbazia di Montecassino condotto il 19 marzo 1944 fu per la parte tedesca una grande sorpresa e un segnale della necessità di rifornire meglio la regione di Albaneta con le armi controcarri (ofenrohr) che all’incirca due mesi dopo influenzò, ad un certo livello, l’andamento della battaglia dei carri armati polacchi introdotti su questa tratta.

La vista da Cavendish Road (dal punto chiamato Dente) su Caira, Monte Rotondo e la valle del Rapido. In lontananza Monte Cifalco. Foto: K. Piotrowski 16.05.11

Il Corpo polacco sistema le pedine

Sulla curva di Cavendish Road – Strada dei Genieri Polacchi, nel punto in cui si incontra con il Burrone B. Foto dell’archivio IPMS

La costruzione e l’uso costante della Cavendish Road ebbe un grande significato per i reparti alleati che ricominciavano a tentare di sbaragliare la difesa tedesca sui colli tra l’abbazia di Montecassino e Monte Cairo. A causa dell’andamento delle battaglie, fino a quel momento, era noto che non era possibile fare una manovra troppo ampia nelle immediate vicinanze dell’imbocco alla valle del Liri e solo una battaglia diretta, per sfinimento, avrebbe potuto spezzare la difesa delle colline di Cassino che componevano un sistema di fortezze collegate tra di loro con il fuoco. La battaglia di Montecassino e tutte le sue fasi possono essere definite battaglie per sfinimento. Lo sbaragliamento della difesa tedesca ebbe successo dopo battaglie durate mesi, in cui il contributo di tutti i reparti alleati all’attacco influì significativamente sulla distruzione totale della linea difensiva tedesca.

I membri del Gruppo di ricostruzione storica della 1a Compagnia Indipendente Commando (GRH 1. Samodzielna Kompania Commando) sulla Strada dei Genieri Polacchi. La compagnia dei Commando polacchi nel maggio 1944 attraverso questo sentiero, il Burrone A e colle 706 andò all’attacco a colle Sant’Angelo. Foto: K. Piotrowski 20.11.08

Nell’aprile del 1944, nell’ambito dei preparativi per la fase successiva della battaglia di Montecassino nelle retrovie più vicine al fronte, all’altezza della valle del Rapido e dei colli della catena degli Appenini tra Venafro e Filignano, si iniziò a sistemare i reparti del 2° Corpo d’Armata Polacco al comando del generale Władysław Anders. I reparti della 3a Divisione Fucilieri dei Carpazi, che si trovavano sul fiume Sangro, furono spostati nella regione di Venafro, da cui insieme alla 2a Brigata Corazzata avrebbero dovuto arrivare al fronte di Cassino tramite la strada che passava attraverso San Pietro Infine – San Vittore del Lazio – Cervaro – San Michele. Invece, i reparti della 5a Divisione di Fanteria Kresowa spostati dal fiume Volturno e dalla regione di Mainarde Molisane erano diretti alla battaglia passando per Acquafondata e Vallone del Inferno  (chiamato dai soldati Ravin de l’Inferno, Inferno Track, Piekielny Wąwóz) fino a Portella e poi attraverso la valle del fiume Rapido sino al massiccio situato sul lato opposto di Monte Cassino – Monte Cairo.

Portella e San Michele, due frazioni ta loro adiacenti e collocate sul margine orientale della valle del Rapido, rimasero sotto la costante osservazione tedesca fatta da Montecassino, Pizzo Corno, Monte Cairo e Monte Cifalco. Qui cominciava il fronte per i reparti polacchi. Gradualmente, di nascosto, soltanto di notte, si iniziò a fare il cambio degli equipaggi della famosa 78a Divisione di fanteria «Battleaxe» sui colli conquistati del massiccio di Cassino.

Secondo il piano generale, il territorio della Great Bowl (Grande Conca ,Wielka Miska) e della Testa di Serpente, che si trovano di fronte all’abbazia di Montecassino, e quota 593 fu assegnato alla 3a Divisione  Fucilieri dei Carpazi. Invece, il tratto che si trovava di fronte a Phantom Ridge e quota 575, colle Sant’Angelo, era di competenza della 5a Divisione di Fanteria Kresowa. Quindi, la regione di Cavendish Road si trovava nel territorio di comunicazione e di rifornimento della Divisione Kresowa guidata dal generale Nikodem Sulik. Il primo passo fu la messa in sicurezza delle alture e delle quote che dominavano Cavendish Road su cui vennero a questo scopo sistemati i reparti del 14° Battaglione dei fucilieri di Vilnius, garantendo la sicurezza del fianco destro della regione di Monte Castellone con il 15° Reggimento lancieri di Poznań e della frazione di Caira con il Reggimento lancieri dei Carpazi.

Per i reparti della 5a Divisione di Fanteria Kresowa e per tutto il 2° Corpo polacco, Cavendish Road diventò il tratto più avanzato di tutta la rete di strade a disposizione del comando operativo polacco. Ai reparti della 3a Divisione Fucilieri dei Carpazi fu assegnata un’altra strada, che girava immediatamente a ovest ai piedi di Monte Rotondo per poi salire ripidamente fino alla Wielka Miska. Il percorso di Cavendish Road che era di fatto una piccola arteria (se rapportata all’intero fronte) della lunghezza di circa 1,5 km era conosciuto molto bene agli osservatori tedeschi che si trovavano su Monte Cifalco e indirizzavano continuamente su questa strada il fuoco tormentoso dell’artiglieria posta sulle regioni di Atina – Belmonte, Roccasecca, nonché il fuoco dei mortai dalla forra Vallone Albaneta (Mortar Wadi, Wąwóz Moździeży) situata a ovest di Masseria Albaneta.

Cavendish Road, che fu ampliata agli inizi di marzo del 1944 in modo tale da consentire il passaggio di un mezzo, saliva abbastanza delicatamente da Fonnone fino alla prima curva nel luogo in cui incrociava il Burrone B (Jar B). Il tratto successivo, abbastanza morbido, di circa 300 m, conduceva alla successiva curva a gomito nel luogo in cui questa strada incrociava il Burrone A (Jar A). Da qui iniziava un percorso ripido per una lunga salita chefiniva con una svolta in prossimità della roccia chiamata Dente.

Il profondo burrone che separa la sezione d’attacco della 3a Divisione Fucilieri dei Carpazi (a sinistra si vedono il colle Maiola e Testa di Serpente) e la 5a Divisione di Fanteria Kresowa (a destra, con le pendici del massiccio di Monte Castellone –726- 706). Sul lato destro del burrone si nota il filo della Strada dei Genieri Polacchi e sopra lo Żbik (Gatto Selvatico), che porta a Masseria Albaneta. La fotografia è stata scattata da autore dal deltaplano a motore il 15 agosto 2011.

Un altro passaggio all’altezza dei pendii nord-occidentali del colle Maiola (481), separato da esso con un profondo burrone, portava all’altipiano di Terra Rossa, da cui, dopo circa 1 km iniziava l’altipiano di Masseria Albaneta. Un tratto di questa famosa arteria intersecava i pendici orientali dell’imponente massicio che saliva fino a quota 800 m s.l.m. e in bassolungo tutto il suo profilo c’erano ripidi burroni e declivi. Questo voleva dire che, restando sotto il fuoco continuo, sulla strada spesso si spostavano porzioni di terra e massi. Quindi, per coloro che passavano su questo sentiero con mezzi meccanici il più grande pericolo era quello di uscire di strada e di cadere in qualche ripido burrone profondo centinaia di metri. Muoversi in questa porzione di territorio richiedeva notevoli sforzi e attenzione.

In molte descrizioni della battaglia il collegamento del sentiero tra Terra Rossa e l’altipiano di Albaneta è citato come parte della famosa Cavendish Road – Strada dei Genieri Polacchi, ma propriamente la definizione precisa di quest’ultima andrebbe limitata unicamente alla strada costruita passo per passo dai genieri neozelandesi e polacchi tra Fonnone e Terra Rossa.

Vista sull’altipiano Albaneta dal colle 575. Sopra ,le pendici occidentali del colle 593 (Monte Calvario), colle 569 e l’Abbazia di Montecassino. Foto: K. Piotrowski 29.02.2004

I genieri della Kresowa

La messa in sicurezza del tratto avanzato sopra Cavendish Road da partedel 14° Battaglione dei fucilieri rese possibile l’inizio da parte dei genieri dei lavori necessari per preparare l’arteria di comunicazione più vicina alla linea di difesa tedesca ai compiti successivi. Prima che i reparti della 5a Divisione di Fanteria Kresowa fossero condotti all’attacco, i lavori preliminari furono assegnati ai genieri di questa divisione guidati dal sottotenente Jerzy Hempel. Oltre alla costruzione di rifugi nascosti del comando e della comunicazione radio, alla messa in sicurezza delle munizioni e ai lavori dei genieri, le dimensioni del pianificato attacco polacco esigevano un miglioramento generale della Cavendish Road.