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Stanisław Wyspiański (1869-1907) – artista polacco dai molteplici talenti

Stanisław Wyspiański, Autoritratto.

Nell’anno 1908, durante la mostra degli artisti polacchi a Vienna, un’attenzione particolare è stata prestata a Stanisław Wyspiański – l’artista dalle molteplici capacità – “le cui opere, raccolte in esposizioni postume, contribuirono tanto all’ultimo trionfo della scuola polacca a Vienna” – così scrisse William Ritter sulla rivista italiana “EMPORIUM” (Maggio 1908, vol. XXVII nr 161) nell’articolo intitolato “L’Arte polacca d’oggi”. L’intero testo lo pubblicherò presto, oggi voglio presentare soltanto un piccolo frammento dedicato a Stanisław Wyspiański. Ne vale la pena!

L’articolo originale con le foto in bianco e nero è consultabile sul sito http://www.artivisive.sns.it. Nella mia presentazione ho inserito, dov’era possibile, le illustrazioni a colori dal sito www.pinakoteka.zascianek.pl. Buona lettura!

Agata Rola-Bruni

EMPORIUM (Maggio 1908 vol. XXVII nr 161)

L’ARTE POLACCA D’OGGI

Ha riportato or ora, a Vienna, un trionfo tale, che costituisce la grande «attualità», non solo in Austria, ma anche in Germania, dove non c’è pericolo si nutrano sentimenti troppo teneri verso la povera Polonia.(…) La scuola polacca è oggi la grande gloria d’arte per l’Austria, e Cracovia l’unica città la cui intensa attività artistica faccia ripensare le repubbliche italiane del quattrocento  e del cinquecento. In essa tre o quattro uomini di genio sono bastati ad imprimere ad una plejade di talenti e ad un pubblico scelto tale moto entusiastico, che in nessun altro luogo, nel momento attuale, si fa tant’arte, o la si fa meglio, o la si esporta meno, e in nessun altro luogo a’attende più amorosamente all’abbellimento della città.(…)

E Jan Matejko (1838-1893), uno dei nomi più grandi nell’arte del secolo XIX, un «veneziano polacco», come fu chiamato, è l’artista prodigioso che forma il legame tra il passato, tra i giorni gloriosi della Polonia, evocati continuamente dall’opera di lui, e la scuola moderna. Questa a sua volta ha i suoi continuatori nei grandi decoratori Wyspianski e Mehoffer, mentre per mezzo di Jan Stanislawski, il «padre del paesaggio polacco», si rende conto delle particolarità naturali della Galizia e dell’Ucraina e si dà a celebrarle. (…)

STANISLAW WYSPIANSKI – RITRATTO DI FANCIULLO, LOGO DELLA SOCIETÀ «SZTUKA»

Nel 1897, finalmente, si fondò a Cracovia la società Sztuka [Arte], per la pittura polacca incomincia un’era nuova. La società conta ora tra i suoi membri i ventiquattro migliori artisti viventi della Polonia, sotto la presidenza onoraria di Jozef Chelmonski, e s’onora d’aver noverato tra i suoi lo Stanislawski ed il Wyspianski, le cui opere, raccolte in esposizioni postume, contribuirono tanto all’ultimo trionfo della scuola polacca a Vienna. (…)

MANIFESTO DELL’ESPOSIZIONE «SZTUKA» A VIENNA, VESTIBOLO DELL’ESPOSIZIONE «SZTUKA»

Le due illustrazioni della sua esposizione postuma che pubblichiamo danno un’idea sufficiente della sua abilità nel mettere in scena. Bisogna avvertire, prima di tutto, che il Wyspianski è il più grande poeta polacco moderno e che s’occupava personalmente dell’allestimento dei suoi drammi, dai costumi degli attori alle illustrazioni ed alle legature originali dei suoi libri, mentre nel contempo vestiva d’affreschi e di tappezzerie le pareti, decorava di vetri dipinti i finestroni delle chiese e ritraeva al pastello i bimbi che l’attorniavano. Così, per metterlo nel suo ambiente, all’esposizione di Vienna si ricorse ai suoi mobili da teatro, per esempio alle tre poltrone robuste e barbare che avevano suscitato tanta impressione nella rappresentazione del suo Boleslao il Temerario; furono richiamate tappezzerie e tende, meravigliosamente decorate in istile giapponese e slavo, dal Circolo dei medici di Cracovia, e ancora decorazioni in legno dal suo teatro. E alle pareti, tra gli altri quadri, figuravano i ritratti dei suoi migliori attori nei momenti più caratteristici delle loro incarnazioni. Poiché il Wyspianski non solo disegnava i costumi prima della recita, ma quando era rimasto contento degli attori, li rinumerava con ritratti sommari e sobri, pieni di carattere e di fierezza. Continua a leggere a pagina 2 

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