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Artista polacco Józef Mehoffer (1869-1946) – maestro dell’arte decorativa

PARTICOLARE DEL CARTONE PREPARATORIO PER UNA POLICROMIA, AUTORITRATTO

A 150 anni dalla nascita di Józef Mehoffer (19.03.1869) vorrei ricordare ai nostri lettori di lingua italiana una breve critica sull’arte mehofferiana pubblicata nell’anno 1908 sulla rivista italiana “EMPORIUM”. William Ritter – il famoso critico d’arte e giornalista svizzero ha accolto con favore le opere di Mehoffer presentate durante la mostra degli artisti polacchi a Vienna. Secondo Ritter “Il Mehoffer, nell’arte decorativa, o semplicemente in arte, appartiene alla razza dei geni spontanei e non a quella dei talenti lungamente e pazientemente coltivati.”, “È il genio ornamentale slavo che riprende i suoi diritti e si slancia senza freno nel regno della fantasia” etc. Lo stesso Ritter, nell’anno 1910 ha dedicato a Mehoffer una critica di 21 pagine (“EMPORIUM” gennaio 1910 vol. XXXI nr 181) LINK

Tutte e due articoli di W. Ritter con le foto in bianco e nero sono consultabili sul sito http://www.artivisive.sns.it. Nella mia presentazione ho inserito, dov’era possibile, le illustrazioni a colori dal sito www.pinakoteka.zascianek.pl e www.muzeum.turek.pl

L’interno della Chiesa di Santissimo Nome di Gesù a Turek (Fot. www.muzeum.turek.pl)

Oltre a questa breve critica che fa parte dell’articolo “L’arte polacca d’oggi” (“EMPORIUM”, maggio vol. XXVII nr 161), vorrei suggerire un filmato (in lingua polacca) dedicato all’ultima grande opera di Mehoffer – la decorazione della Chiesa di Santissimo Nome di Gesù a Turek (voivodato della Grande Polonia), dove negli anni 1933-1939, grazie al parroco mons. Józef Florczak, l’artista realizzava il suo progetto. Purtroppo, lo scoppio della II guerra mondiale ha interrotto i lavori.

Nel filmato “Il Cuore Alato” (“Skrzydlate Serce” reg. Justyn Kołakowski) Bartosz Stachowiak – il direttore del Museo di Turek – parla non solo dell’arte mehofferiana ma anche dell’amicizia tra l’artista e mons. Florczak iniziata a Roma nell’anno 1925. Per approfondire l’argomento, vale la pena visitare il sito del Museo http://www.muzeum.turek.pl

Buona lettura e buona visione!

Agata Rola-Bruni

COPERTINA NR 161/MAGGIO 1908, JOZEF MEHOFFER – GLI ELEMENTI SOGGIOGATI

EMPORIUM (Maggio 1908 vol. XXVII nr 161)

L’ARTE POLACCA D’OGGI

 

Ha riportato or ora, a Vienna, un trionfo tale, che costituisce la grande «attualità», non solo in Austria, ma anche in Germania, dove non c’è pericolo si nutrano sentimenti troppo teneri verso la povera Polonia.(…) La scuola polacca è oggi la grande gloria d’arte per l’Austria, e Cracovia l’unica città la cui intensa attività artistica faccia ripensare le repubbliche italiane del quattrocento  e del cinquecento. In essa tre o quattro uomini di genio sono bastati ad imprimere ad una plejade di talenti e ad un pubblico scelto tale moto entusiastico, che in nessun altro luogo, nel momento attuale, si fa tant’arte, o la si fa meglio, o la si esporta meno, e in nessun altro luogo a’attende più amorosamente all’abbellimento della città.(…)

E Jan Matejko (1838-1893), uno dei nomi più grandi nell’arte del secolo XIX, un «veneziano polacco», come fu chiamato, è l’artista prodigioso che forma il legame tra il passato, tra i giorni gloriosi della Polonia, evocati continuamente dall’opera di lui, e la scuola moderna. Questa a sua volta ha i suoi continuatori nei grandi decoratori Wyspianski e Mehoffer, mentre per mezzo di Jan Stanislawski, il «padre del paesaggio polacco», si rende conto delle particolarità naturali della Galizia e dell’Ucraina e si dà a celebrarle. (…)

 

Questi, grazie a Dio, vive, e d’una vita traboccante dalle opere, quale l’arte decorativa dopo Venezia non l’aveva più conosciuta. Il Mehoffer è la decorazione fatta uomo, nata in seno alla pittura pastosa. Nessuna traccia, in lui, di quella nitidezza grafica che in altri sembra una condizione necessaria dell’arte ornamentale, né di quel continuo cambiare e permutare, aggrovigliare e stilizzare che s’apprende in iscuola e che comincia a divenire stucchevole; mai due forme che si rassomiglino, mai linee che si ripetano, ma sì linee che si corrispondono o si contraddicono come in un lampo inatteso, risultato precipitoso d’un continuo cozzo di forme e di colori. È una mischia d’elementi contraddittori , che si risolve in esplosioni furiose di gioia, di trovate e di felicità, quali solo il caso soggiogato dal genio – dal genio che sia anch’esso un caso e non una «lunga pazienza» – le può accumulare: finestroni per le cattedrali di Cracovia, di Leopoli e di Friburgo in Isvizzera; affreschi e finestroni per la cattedrale armena di Leopoli; un fregio in porpora , nero ed oro su bianco per la casa degli artisti a Cracovia; altro fregio, screziato ed oscuro, con file di putti in oro, per l’atrio del Reichsrath di Vienna; poi il fregio colossale degli Elementi soggiogati per la sala della Camera di commercio di Cracovia… e tant’altre cose che potrei citare, se non mi chiamassero i quadri.

Cominciamo dalla Principessa di sogno, fantasia shakespeariana in cui alcuni bambini ed una bambina della campagna polacca, camuffati a festa, sembrano imitare una cerimonia pontificale, cui non occorre dare altra interpretazione che quella artistica. Da raccontare non c’è nulla: è una fantasia di pittore e tanto basta. Ma vi si può sorprendere il quadro da cavalletto in atto di diventar decorazione, mentre negli Elementi soggiogati il passaggio è già avvenuto. Il Mehoffer è uno dei più bei creatori di miti che si siano mai avuti e tale tempra d’artista, che i miti sorgono dalla sua pittura, al contrario di quanto avviene comunemente ai pittori letterari ed anche allo stesso Wyspianski. Principessa di sogno, oggi senza spiegazione, potrà generare domani un’opera d’altissimo simbolismo, della quale racchiude già virtualmente il germe. E sono certo, che se si potesse conoscere l’origine degli Elementi soggiogati nell’immaginazione del pittore, si resterebbe confusi per la piccolezza del germe realista che avrà determinato questa concezione formidabile e s’ nuova. Un giovane gigante nudo, in uno slancio forsennato e sorridente insieme, soggioga coi piedi e colle mani quattro donne: la terra, ch’egli calpesta, l’acqua che in cascata di capelli gli s’effonde su un braccio,il fuoco e l’aria ch’egli coll’altra mano afferra per l’ali e per le vesti variamente sfolgoranti. Sembrano i quattro tempi d’una sinfonia presi insieme, le quattro ali d’un mulino a vento piantate sullo stesso albero.

JOZEF MEHOFFER – PRINCIPESSA DI SOGNO

I ritratti del Mehoffer inaugurarono la sua celebrità insieme coi primi vetri dipinti. egli ha il dono di vedere tutto sotto un angolo decorativo, e fin da un mostro, credo, saprebbe trar partito per farne una cosa nobile e grande. Viceversa poi, ha la fortuna di ritrarre i più begli uomini e le più belle donne della Polonia. O se non i più belli, almeno i più tipici, come quel magnate in costume nazionale, che sembra uscito da un quadro del Matejko.

JOZEF MEHOFFER – RITRATTO DI NOBILE POLACCO

Concludendo, se per la creazione d’un’arte nuova, capace di una vera ascensione, occorrono popoli giovani od almeno ringiovaniti, ed artisti che ne sappiano rappresentare i gusti e le passioni, nessuna nazione è meglio avviata a presentarci uno spettacolo più consolante della nuova Polonia, raccolta nella pace e nella libertà relative, lasciatele solo dall’Austria. (…)

Finalmente, poiché, per un vero dono di Dio, essa è il paese, il quale, proporzionatamente alla sua popolazione, abbia prodotto ai nostri giorni il maggior numero d’artisti, la miglior media dell’arte, e, in questo numero grande ed in questa media splendida, in mezzo secolo, tre individualità sì geniali, sì anormali e sì significative, quali il Matejko, il Wyspianski e il Mehoffer, bisogna riconoscere, che la Polonia, sventurata, fatta a pezzi, ma che tuttavia non perisce, anche politicamente, e non potrebbe perire, è una delle più fortunate regioni dell’Europa artistica.(…)

WILLIAM RITTER

William Ritter (1867-1955) fu scrittore, giornalista, pittore, critico d’arte e critico musicale. La sua vita, composta da viaggi e soggiorni all’estero, principalmente in Europa centrale, fu marcata da incontri con degli scrittori, dei pittori e dei musicisti. Per saperne di più leggi: https://memoriav.ch/projects/fondo-william-ritter/?lang=it

 

 

 

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